Adele si guardò ancora riflessa nello specchio del parrucchiere: era lì, ormai anziana, ma con una luce fresca negli occhi che nemmeno una ragazza appena affacciatasi alla vita rifletteva. Certo lo sguardo era a volte rivolto ad un passato lontano …. ma non era nostalgico, forse solo un po’ triste per ciò che era andato perso e che difficilmente poteva essere ritrovato, anche se a guardare bene è sempre lì, nascosto nella magia di una notte di luna piena al solstizio d’estate … e non solo.
Forse era l’ultima del regno delle fate, forse l’ultimo anello che ci congiungeva a Dio. Era il riflesso delle nostre speranze e appariva così come ognuno voleva che apparisse.
Ormai gli unici che speravano in un mondo migliore erano gli anziani: un sogno privo di egoismo poiché non era per loro ma per i loro nipoti, per il futuro di quelle generazioni che sarebbero dovute arrivare. Ma erano gli stessi nipoti che con l’assenza dei loro sogni distruggevano ciò che i loro avi avevano creato. E la signora era anziana perché era lo specchio di chi sperava e anziano era chi sperava anche nel dolore dell’abbandono, della malattia e dell’indifferenza. E fra un po’, quando neanche loro ci sarebbero stati più anche lei sarebbe scomparsa … e dopo? Forse sarebbe continuata a vivere solo nelle storie che le mamme avrebbe raccontato ai bimbi prima di metterli a dormire la sera. Ma forse neanche più quello: non c’era più tempo per raccontare favole ai bambini, e questi crescevano sempre più aridi, sempre meno sognatori.
Si guardò allo specchio: un tempo era bella , non ha mai avuto bisogno di trucchi e di belletti: era bella così, non potevi migliorarla in altro modo : sarebbe stato un sacrilegio: era … e basta. L’unico vezzo che mai si fosse permessa, più per frivola civetteria che per reale necessità, erano quelle sedute dal parrucchiere di tanto in tanto. E mentre Alfredo acconciava i suoi lunghi capelli, un tempo castani e lucenti, ora candidi come la prima neve dell’inverno, ma sempre permeati di quella lucentezza che solo nelle stellate notti d’estate pensi di poter vedere, sognava: sognava un tempo lontano, dove bellissime fanciulle si prendevano cura dei capelli delle principesse e il tempo scorreva in armonia con la vita e l’universo.
Lei era e basta: era ….. era il tramite fra gli uomini e Dio. Chiamatela fata angelo o entità …. chiamatela come volete …. Lei era. Lei era quella che sussurrava i nostri sogni all’orecchio di Dio; e Dio prendeva quei sogni e li trasformava in Luce, e li trasformava in mondo. Poi prendeva un bimbo e ce lo faceva sedere nel mezzo. E c’erano colori e c’erano suoni e c’erano armonie.
Ora riflessa in quello specchio sorrideva, era serena, lei l’equilibrio fra ciò che era e ciò che sarebbe potuto essere. Non c’era angoscia , forse solo un velo di tristezza in quegli occhi celesti come un cielo di primavera. Tristezza per lo spreco che si fa senza rendersene conto … tristezza per tutte quelle opportunità perse, scivolate vie come il ghiaccio che si scioglie al sole, evaporate; tristezza per tutti noi … ma pazienza, si vede che doveva andare così.
Adele richiamata dai suoi pensieri, alzò gli occhi: le era sembrato di aver colto un movimento alle sue spalle, forse una cliente di Alfredo, ma non si preoccupò, nessuno sembrava più vederla da tanto tempo. Camminava come un’ombra fra le vie del paese. Si girò e vide una signora, avrà avuto forse quarant’anni, o forse trenta: non le si poteva dare un’età precisa: aveva un viso intenso, reso ancora più intenso da profondi occhi verdi. Sembravano lo specchio di un mondo lontano, quasi irraggiungibile anche per lei, che era. In quel mondo scorrevano fiumi, e c’erano cascate altissime. C’erano laghi calmi e alberi sotto cui poter riposare. C’erano oceani con le loro onde potenti. C’era.
La signora guardò l’anziana e la salutò. ‘Strano’- pensò la signora – ‘mi vede’. Le due si misero a parlare, anzi era la signora che ascoltava … Adele parlava. Che strana sensazione, lei non aveva mai parlato: erano sempre stati gli altri a parlarle, a raccontarle i propri sogni, le proprie paure, le proprie gioie e i propri dolori e non il contrario. Adele parlava e ricordava raccontando di tempi andati e di luoghi lontani.
Distrattamente si voltò verso lo specchio e non credette ai suoi occhi… ma era possibile … era ringiovanita.
